La guida completa per scegliere il miglior olio motore

Tempo di lettura: 23 minuti

Questo articolo chiarirà tutti i tuoi dubbi su come scegliere l’olio motore più adatto per la tua auto.

Proveremo a comprendere la differenza tra l’olio “giusto” e l’olio “migliore”: nell’immaginario collettivo l’olio migliore in assoluto è anche quello giusto, ma purtroppo non è affatto così e se avrai la pazienza di arrivare fino alla fine dell’articolo scoprirai anche tu il motivo.

La scelta dell’olio motore è un tema molto discusso, ed i fatturati da capogiro hanno alimentato truffe, contraffazioni, frodi, evasioni fiscali fino ad arrivare ad oli di bassa qualità che provocano danni irreversibili al tuo motore.

Nel corso degli anni ho letto e ascoltato molte informazioni spesso del tutto infondate e contrastanti: tanti falsi miti e leggende metropolitane che confondono e disorientano anche i riparatori più esperti.

I miei clienti, quando acquistano il materiale per il tagliando, mi chiedono sempre quale sia l’olio migliore per la loro auto, quello che rispetta le specifiche del costruttore, quello con la giusta viscosità. Tutti hanno ormai capito da tempo che un olio “inadatto” può provocare gravissimi problemi al motore e che non tutti gli oli sono uguali, ma non tutti purtroppo, hanno ben chiaro su cosa basarsi per non sbagliare, per effettuare la scelta giusta.

In questo articolo ho deciso di fare chiarezza sull’argomento, condividendo con te quelle informazioni necessarie per poter scegliere quello adatto al tuo motore e della migliore marca.

Prima di tutto cerchiamo di capire a cosa serve l’olio del motore e come funziona, ti servirà per dare la giusta importanza e attenzione alla scelta di questo prezioso fluido alla base del buon funzionamento del motore.

Cos’è e a cosa serve l’olio motore

L’olio motore, noto anche come olio lubrificante, è un fluido impiegato da sempre su tutti i motori a combustione interna, siano essi diesel, benzina, metano, GPL o ibridi.

E’ costituito da una base che può essere minerale o sintetica (il lubrificante vero e proprio) a cui si aggiungono una serie di additivi (in percentuale inferiore al 30%) che ne conferiscono proprietà e caratteristiche tali da renderlo idoneo a specifiche applicazioni. Gli additivi  riducono la formazione di morchie e di schiuma, diminuiscono l’attrito ed i consumi, variano la viscosità ed inibiscono l’ossidazione.

Come nasce un olio motore

Le basi sono ottenute dalla raffinazione del petrolio e sono prodotte esclusivamente dalle raffinerie petrolchimiche.

Le aziende che commercializzano gli oli, acquistano le basi dalle raffinerie e aggiungono gli additivi per raggiungere le prestazioni richieste dalle specifiche delle case produttrici o secondo loro studi e analisi, ed ogni produttore realizza così il proprio olio, diverso da quello dei produttori concorrenti.

A titolo di esempio prendiamo in esame gli oli ENI: le basi vengono prodotte dalla raffineria di Livorno, mentre gli additivi presso la sede di Robassomero (TO); miscelando le basi con i differenti additivi danno vita a tutti i vari oli che troverai in commercio (blending).

A cosa serve l’olio motore

L’olio motore è uno dei prodotti più utilizzati nella manutenzione dei veicoli. Per questo motivo forse è diventato nel tempo un prodotto da banco, spesso sminuito e trattato con superficialità, sottovalutando l’importanza che riveste per il corretto funzionamento dell’auto. Senza olio, un motore non potrebbe funzionare e nel giro di pochi chilometri giungerebbe al grippaggio. Con olio inappropriato il motore potrebbe subire danni irreversibili.

L’olio ha un compito apparentemente molto semplice, ossia quello di creare un film permanente (uno strato sottile) tra tutte le parti del motore in movimento (pistone-cilindro, bronzina-albero motore, etc.) per evitare il contatto diretto tra le superfici in metallo.

Pensa ad un pistone che scorre all’interno del suo cilindro: se i segmenti (più volgarmente noti come fasce) entrano a diretto contatto con la canna del cilindro, quest’ultimo si righerebbe fino a bloccarsi, senza quindi poter più proseguire la sua corsa. L’olio evita il contatto tra i segmenti e la canna del cilindro permettendo allo stantuffo di scorrere in maniera fluida.

Ma non è tutto. L’olio motore non viene impiegato solo per lubrificare, ma anche per raffreddare le superfici metalliche asportando una piccola parte calore in eccesso prodotto dalla combustione ceduto al liquido di raffreddamento. Ci sono motori infatti dotati di due serie di ugelli:

  • una serie orientata per spruzzare olio sulla canna al fine di garantire la lubrificazione
  • una seconda serie orientata sotto la testa dello stantuffo di modo da raffreddarlo

Che cos’è la viscosità di un olio motore

Su tutte le confezioni di olio motore trovi dei codici tipo: 0W30, 10W40, 15W40, 15W50, etc. Si tratta di indicazioni della viscosità a freddo e a caldo. Una delle più importanti proprietà da conoscere per scegliere il giusto olio.

La viscosità rappresenta la resistenza di un fluido allo scorrimento. Se un olio è più viscoso di un altro, vuol dire che incontrerà più resistenza all’avanzamento, ossia farà più fatica a spostarsi.

Per fare un esempio molto semplice pensiamo a due tubazioni distinte: nella prima pompiamo del grasso e nella seconda dell’olio. Sicuramente faremo più fatica a far “spostare” il grasso rispetto all’olio in quanto risulta più viscoso.

Ma da cosa dipende la viscosità? A livello microscopico dipende dall’attrito e dalla forza di coesione tra le molecole. Maggiore sarà la forza di coesione tra le molecole e più difficilmente il fluido si sposterà. Ma non è tutto.

La viscosità, ossia la resistenza allo spostamento,  non è una costante, ma dipende dalla temperatura:

  • a temperature più alte (olio caldo, quando il motore è a regime) la resistenza al movimento sarà minore, perciò l’olio risulterà “meno viscoso”
  • a temperatura basse (olio freddo, quando il motore è spento) il fluido opporrà maggiore resistenza e la sua viscosità sarà maggiore.

confronto viscosità olioDa quanto detto fino ad ora, puoi intuire facilmente che la viscosità è una proprietà importantissima per gli oli impiegati nei motori e viene indicata sulla confezione da una coppia di numeri:

  • un primo numero associato alla lettera W (winter=inverno) che indica la viscosità dell’olio a freddo
  • un secondo numero indica la viscosità a caldo

Ma facciamo un esempio per capire meglio di cosa stiamo parlando.10w40 bardahl

Prendiamo in esame un olio molto comune sui motori benzina, con viscosità 10W-40: ma cosa significa? Come si interpreta questa sigla? Per rispondere a questa domanda dobbiamo fare riferimento alla tabella SAE-J300 (SAE è l’acronimo di Society of Automotive Engineers, ossia un ente di normazione americano per il settore aerospaziale e automobilistico).

SAE-J300

Prima di tutto precisiamo una cosa molto importante. I numeri riportati sulla confezione sono solo degli indici che fanno riferimento alla tabella e non dei valori di temperatura. Molti sono convinti infatti, che riprendendo l’esempio del 10w40, si tratti di un olio adatto ad essere impiegato dai -10 ai 40 gradi; niente di più sbagliato.

Molto semplicemente la coppia di numeri definisce quell’intervallo di temperatura dell’aria (e non del motore) all’interno del quale l’olio può essere impiegato.

Nel caso in esame, il 10W40 è adatto per una temperatura dell’aria compresa tra i -30°C e i +40°C. Non va bene per temperature dell’aria esterna al di sopra dei 40°C o al di sotto dei -30°C. Questa classificazione non tiene in conto di nessun’altra proprietà dell’olio a parte la viscosità.

A questo punto potresti chiederti, ma come mai usiamo due indici e non uno? Il problema è legato al fatto che l’olio ovviamente ha una viscosità che varia con la temperatura.

A freddo, l’olio sarà più viscoso, ossia opporrà più resistenza allo scorrimento per cui avviare il motore risulterà più faticoso. A caldo la viscosità diminuisce per cui opporrà meno resistenza. Il problema è che se la viscosità a caldo risulta troppo bassa, l’olio fa più fatica ad aderire alle superfici e finirà come nel caso della camera di combustione per essere spazzato via dal segmento raschiaolio.

In buona sostanza, la viscosità dell’olio deve essere a freddo non troppo alta di modo da consentirne l’avviamento, e a caldo non troppo bassa di modo da garantire sempre il velo d’olio a fronte delle sollecitazioni termiche e meccaniche alle quali è sottoposto.

In passato si usavano degli oli con viscosità a freddo molto alte di modo da compensare le distanze più elevate tra le parti in movimento. Col tempo tali distanze si sono sempre più assottigliate in fase di progetto e di conseguenza anche gli oli previsti sono cambiati in termini di viscosità di modo da ridurre l’emissione di gas inquinanti dovuti anche alla minor resistenza dell’olio e quindi ad un minor consumo di carburante (olio fuel economy).

Vediamo ora con un esempio pratico la differenza di viscosità tra i diversi tipi di oli di cui abbiamo parlato.

Come si determina la viscosità di un olio motore

La viscosità degli oli si determina mediante prove di laboratorio, dove si verifica il comportamento a caldo e a freddo del fluido che si vuole testare prima di immetterlo sul mercato.

Per determinare la viscosità “a caldo” dell’olio motore si fa riferimento alla viscosità cinematica espressa in centistoke (cSt) misurata a 100° (considerata la temperatura media di funzionamento di un motore 4 tempi) mediante un viscosimetro capillare.

Per la viscosità a “freddo” si fa riferimento alla viscosità dinamica espressa in centipoise (cPs) misurata a -18°C mediante un viscosimetro rotazionale.

A caldo non si fa altro che misurare il tempo che impiega una determinata quantità di l’olio, portato a 100°C, a scorrere attraverso un foro. Se la viscosità cinematica, calcolata come rapporto tra la viscosità dinamica misurata e la densità del fluido testato, è compresa tra la prima coppia di valori riportati in tabella, allora sarà classificato come 20, altrimenti come 30, 40, 50 o 60.

La viscosità a freddo invece esprime due valori: il pompaggio e il cranking; il primo fa riferimento al valore della viscosità durante il regolare funzionamento del motore (quindi successivo alla fase di avviamento) a basse temperature, mentre il secondo valore esprime la forza necessaria per spostare il pistone all’interno del cilindro limitatamente alla fase di avviamento ed ovviamente è strettamente connessa all’attrito generato dall’olio. Più forza sarà necessaria per spostare il pistone da fermo e più difficoltoso risulterà l’avviamento del motore.

Si va a vedere all’interno della tabella seguente dove cadono i valori ricavati e si classifica di conseguenza l’olio.

sae-j300

Come capire la differenza tra oli a diversa viscosità

Cerchiamo di capire meglio con degli esempi che differenza c’è tra gli oli con diversa viscosità a caldo e a freddo.

Se prediamo ad esempio in considerazione un olio 5W30 e un 10W30, entrambi hanno la stessa viscosità a caldo, ciò che cambia è la performance a basse temperature.

Così se un motore viene avviato a freddo con olio a basso indice “W”, si manterrà sufficientemente fluido per raggiungere in breve tempo i componenti meccanici a lubrificare.

Alle basse temperature l’olio 5W30 risulterà più performante del 10W30.

Per utilizzo alle alte temperature un olio 10W50 è da preferirsi a un 5W30 così come a un 10W40.

La regola è la seguente:

  • più piccolo è il numero associato alla “W” e più l’olio sarà adatto alle basse temperature;
  • più alto è il numero relativo alla viscosità a caldo e più l’olio sarà idoneo per le alte temperature.

Abbiamo capito che la viscosità indicata sulla confezione dell’olio fa riferimento, mediante una coppia di numeri, alla temperatura dell’aria. A questo punto potresti chiederti: ma se mi sposto con la mia auto da un clima eccessivamente caldo ad uno eccessivamente freddo (o viceversa), devo cambiare l’olio? Esatto, è proprio così.

libretto manutenzione olio

Sul libretto di uso e manutenzione di ogni singola vettura, troverai le indicazioni previste dal costruttore dell’auto in merito al corretto lubrificante da impiegare in base al tipo di clima. Per uno stesso motore infatti, potrai trovare più scelte proposte: magari un olio 0W30 per climi rigidi, un 5w40 per climi medi e un 10W40 per climi torridi. Hai finalmente capito che non esiste solo un olio adatto in assoluto al tuo motore, la giusta scelta è anche funzione della temperatura dell’aria.

Tanto per fare un esempio più concreto, il nostro amato motore italiano Fiat SDE ossia il 1.3 multijet, prevede il 5W30 per il mercato europeo ed il 10W40 per il mercato indiano. Il 10W40 rilascia più morchie e il libretto di uso e manutenzione prevede la sostituzione dell’olio anticipata a ad ogni 10.000 km.

Non usare mai su un motore oli con viscosità non prevista dal costruttore.

Differenze tra viscosità e densità

Spesso si fa molta confusione tra viscosità e densità: ma che differenza c’è? Le due proprietà non sono affatto sinonimi.

La densità è il rapporto tra la massa e il volume, in cui la massa è per definizione la quantità di materia che c’è in un corpo, mentre il volume è lo spazio da esso occupato.

La massa non varia con la temperatura, mentre il volume si, in quanto all’aumentare della temperatura i fluidi di dilatano (meno denso) e al diminuire si contraggono (più denso).

Ma cerchiamo di fare un esempio molto semplice per capire meglio il concetto, in quanto spesso le due proprietà vengono impropriamente menzionate. Se prendiamo un recipiente e lo riempiamo con olio e acqua, essendo immiscibili, si verrà a creare tecnicamente una emulsione. Aspettando qualche minuto i due liquidi si separano e più precisamente vedremo l’olio galleggiare sull’acqua in quanto è meno denso.

Un altro esempio che ti chiarirà subito il concetto: un litro di olio pesa di meno di un litro di acqua, perché l’olio è meno denso.

La viscosità, invece, come abbiamo spiegato meglio nei paragrafi precedenti, è la proprietà di un fluido di scorrere: se prendiamo sempre come esempio l’olio e l’acqua e li facciamo scivolare su una superficie inclinata, vedremo che l’acqua arriverà prima a terra dell’olio in quanto l’olio è più viscoso.

Viscosità degli oli motore: cosa accadrà in futuro

Nel corso degli ultimi anni le case automobilistiche hanno scelto oli motore sempre meno viscosi. Questa scelta ha consentito di  abbassare i consumi di carburante e diminuire quindi le emissioni di inquinanti, per rispettare le normative europee sempre più stingenti. Per questo motivo si è passati dall’olio 5W40, previsto per i vecchi motori diesel, all’olio 5W30 previsto per i motori diesel di ultima generazione. VW ha recentemente introdotto l’olio con viscosità 0W20 da impiegare su alcuni motori del gruppo.

Specifiche tecniche dell’olio motore

Quando devi scegliere un olio motore, oltre alle specifiche SAE che ti indicano la viscosità a freddo e a caldo, troverai una serie di altri codici, preceduti da API, ACEA oppure codici preceduti dal nome di una casa automobilistica o gruppo automobilistico, come Renault, PSA. Cosa indicano esattamente tutti questi codici? E soprattutto a che servono nella scelta del corretto olio per la tua auto?

In questo paragrafo risponderemo nel dettaglio a queste domande. Dopo averlo letto non avrai più dubbi e sarai in grado di confrontare oli con specifiche diverse e riconoscere quello più adatto alla tua auto.

Specifiche API dell’olio motore

Per scegliere il corretto lubrificante per la tua auto il costruttore riporta nel libretto di manutenzione anche la specifica API che l’olio deve rispettare: ma di che si tratta?

API è l’acronimo di American Petroleum Institute, la più grande organizzazione americana (senza scopo di lucro) dell’ingegneria chimica e petrolchimica. Tra i tanti compiti dell’API c’è anche quello di fornire la classificazione degli oli motore ed i loro standard sono adottati e riconosciuti in tutto il mondo.

La specifica API identifica con la lettera “S” (Service) oli destinati ai motori benzina, e “C” (Commercial) gli olio destinati ai motori diesel. Ciascuna delle due lettere è sempre seguita da una seconda lettera che indica il livello prestazione dell’olio. La seconda lettera cresce in ordine alfabetico, le lettere più avanti nell’alfabeto indicano oli con migliori prestazioni. Si riportano di seguito le classificazioni API relative agli oli destinati ai motori benzina estrapolati dal sito Selenia.

  • API SG: per i motori benzina di auto e veicoli commerciali leggeri a partire dal 1989. Gli oli SG hanno caratteristiche migliori rispetto agli SF in termini di resistenza alla formazione di depositi, protezione contro l’usura e resistenza alla corrosione.
  • API SH: stesse caratteristiche dell’SG ma condizioni dei test più severe.
  • API SJ: olio motore del livello SH, ma sviluppato in accordo con i sistemi di certificazione API seguendo criteri di prova multipli.
  • API SL: nata nel luglio 2001, introduce limiti specifici per resistenza all’ossidazione, controllo depositi alle alte temperature, riduzione della volatilità e dei consumi.
  • API SM: in vigore dal novembre 2004, richiede il superamento di test più rigidi relativi a resistenza all’ossidazione, protezione da depositi, prestazioni a basse temperature.

Per completezza sono stati indicate anche le specifiche API relative agli oli destinati ai motori diesel riportate dal sito Selenia:

  • API CF: per motori diesel ad iniezione indiretta e per altri motori diesel che utilizzano un ampio range di lubrificanti, inclusi quelli con elevato contenuto di solfuro (oltre 0,5 wt.). Controllo sui depositi dei pistoni, l’usura e la corrosione delle bronzine è rilevante per questi motori, che possono essere naturalmente aspirati, turbo-compressi e turbo-compressi ad elevate prestazioni. Gli oli per queste funzioni, esistono dal 1994 e possono essere utilizzati quando è raccomandata la specifica CD.
  • API CF-2: motori diesel due tempi ad utilizzo severo. Tipico per i motori diesel due tempi che richiedono effettivo controllo su cilindri, sugli anelli e sui depositi. Gli oli designati per questo tipo di servizio, esistono dal 1994 e possono essere utilizzati anche quando è raccomandata la specifica CD-II. Non incontrano necessariamente i requisiti della specifica CF o CF-4 anche se devono superare anche questi test.
  • API CF-4: motori diesel 1990. Tipico servizio ad alta velocità, motori 4 tempi. Supera i requisiti della specifica CE, fornendo un maggior controllo su consumo olio e deposito pistoni. Questi oli dovrebbero essere usati al posto degli oli in categoria CE. Ideali per lunghi tragitti e condizioni severe di utilizzo. Quando combinato con la categoria S appropriata, possono anche essere utilizzati per motori benzina e diesel leggeri (auto, veicoli leggeri, vans) se raccomandato dal costruttore.
  • API CG-4: motori diesel in condizioni di utilizzo severe dal 1994. Questa specifica descrive oli per utilizzo motori diesel ad elevate velocità sia con applicazioni in condizioni severe in autostrada (carburante con 0.05% di solfuro) ed fuori autostrada (meno dello 0.5% di solfuro nel carburante). Forniscono elevato controllo sul deposito pistoni alle alte temperature, usura, corrosione, stabilità all’ossidazione, accumulazione di fuliggine , schiume.Oli specifici per motori nati per incontrare gli standard di emissione oli esausti del 1994 e per motori che richiedono API CD, CE e C-4. Questi oli esistono dal 1994.
  • API CH-4: motori diesel in condizioni di utilizzo severe dal 1998. Oli ideali per levate velocità, motori 4 tempi che rispondono agli standard di emissione oli esausti del 1998 e nati per utilizzare carburanti diesel con un contenuto di solfuro fino a 0.5%. Questi oli sono superiori in performance a quelli che incontrano API CF-4 ed API CG-4.
  • API CI-4: motori diesel in condizioni di utilizzo severe dal 2002.Oli per l’uso ad alte velocità, motori diesel 4 tempi, nati per rispondere agli standard sulle emissioni degli oli esausti del 2004, da implementare ad Ottobre 2002. Da utilizzare con carburanti con contenuto di solfuro fino a 0.05%. Questi oli sono efficaci per supportare la durata del motore quando sono utilizzati EGR ed altri componenti relativi alle emissioni.Fornisce ottima protezione contro l’usura, stabilità alla alte e basse temperature, protezione contro la fuliggine, controllo deposito pistoni e schiume, perdita di viscosità. Questi oli hanno performance superiori agli oli API CH-4, CG-4 e CF-4 e possono essere utilizzati nei motori per cui sono previste queste categorie API.

Facciamo un rapido esempio pratico: prendiamo in esame l’olio motore con specifica API SM e SL: si tratta di oli destinati ad i motori benzina, ma il primo sarà più prestazionale del secondo in quanto la lettera M è più avanti nell’alfabeto rispetto la L. Facile no?

Secondo l’ultima revisione API, gli oli con la specifica più severa presenti in commercio sono giunti alla SN per i benzina e CJ per i diesel. La maggior parte degli oli motore sono adatti sia per il benzina che per il diesel, per cui troverai quasi sempre la doppia codifica API.

Sul libretto di uso e manutenzione troverai, a parte la viscosità, anche la specifica API minima da rispettare: ricordati di non andare mai sotto la specifica indicata, ma di impiegare oli con caratteristiche API uguali o superiori a quelle riportate.

Per cui se il costruttore prevede per la tua vettura equipaggiata con motore diesel un olio con specifica API CF-4, potrai impiegare lo stesso olio o lubrificanti più performanti come CG-4, CH-4 o CI-4. Se vuoi approfondire le tue conoscenze sulle specifiche API degli oli motore, ti consiglio di leggere questa interessante guida, pubblicata sul forum “il punto manutenzione”.

Specifiche ACEA dell’olio motore

La sigla ACEA rappresenta l’acronimo di Associazione Costruttori Europei di Automobili; si tratta di una associazione nata del 1996, di cui fanno parte le principali case automobilistiche europee, che ha fissato una propria classificazione degli oli motore, determinati da test ben definiti.

Se sull’etichetta di un olio trovi il codice ACEA significa che il produttore dell’olio opera secondo degli standard di qualità e utilizza laboratori certificati per testarlo.

La classificazione ACEA prevede l’impiego di tre lettere: “A” per i motori benzina, “B” per i diesel, “C” per motori benzina e diesel compatibili con catalizzatori e possono essere impiegati anche in caso di  sistemi di post trattamento dei gas di scarico, ovvero i dispositivi anti-inquinamento come FAP/DPF, ed “E” per veicoli commerciali.

Ogni lettera è seguita sempre da un numero che non ne definisce le prestazioni, ma il tipo di motore su cui può essere utilizzato, ad esempio:

  • A/B1: motori sviluppati per oli a bassa viscosità
  • A/B3: motori con intervalli di cambio prolungati
  • A/B4: motori con iniezione diretta
  • A/B5: motori con intervalli di cambio prolungati, che necessitano di oli a bassa viscosità

Dal 2004 le classi “A” e “B” sono state fuse in una categoria unica A/B, per cui troverai sempre su tutti gli oli motore una classificazione ACEA “A/B” ed eventualmente anche ACEA “C” qualora sia adatto anche ai motori con post trattamento.

Ad oggi l’olio più comune in commercio ha specifica ACEA A/B3.

Se vuoi saperne di più sulle specifiche ACEA  degli oli motore, ti consiglio di leggere anche questo breve documento dell’ Italian Petrol Company.

Specifiche tecniche delle case automobilistiche

A complicare la situazione intervengono anche le case automobilistiche, che prevedono delle specifiche aggiuntive (oltre a quelle internazionali come SAE, API, ACEA), che sono valide per specifici motori da loro prodotti.

E’ importante citarle, perché quando scegli un olio potrebbe capitarti di veder riportata anche una sigla che inizia con il nome di una casa automobilistica o un gruppo di case (es. Ford, Renault, gruppo PSA, gruppo FCA, Opel, gruppo VW , BMW, Porsche, Mercedes…)

Si tratta di indicazioni particolari che un produttore di olio deve rispettare per fornire un prodotto utilizzabile su uno specifico motore. Lo stesso olio può presentare contemporaneamente più specifiche di diversi costruttori.

Come leggere le specifiche tecniche di un olio commerciale

xta_5w30

A titolo di esempio prendiamo in esame l’olio riportato in foto, al fine di comprenderne al meglio le proprietà e capire come leggere l’etichetta. L’olio in esame è denominato XTA Polar Plus (nome commerciale) ed è prodotto dalla Badahal, una nota azienda americana. Si tratta di un olio totalmente sintetico, così come riportato sulla confezione. La dicitura “Fuel Economy” indica che si tratta di un olio che ti permette di risparmiare una piccola percentuale di carburante, massimizzando il rendimento del motore.

La sigla 5W-30 indica la viscosità dell’olio a caldo e a freddo, SN-CF è la specifica benzina-diesel API, mentre C2-A5-B5 è la specifica per post-trattamento/benzina/diesel ACEA. Ma non è tutto. Lo stesso olio riporta anche una sigla B71 2290 e RN0700: la prima è una specifica del gruppo PSA, mentre la seconda della Renault. Hai visto che non è poi così complicato il mondo degli oli motore?

La casa automobilistica riporta sul libretto di uso e manutenzione, oltre alla specifica API, ACEA e alla viscosità, anche la specifica propria qualora prevista. Devi sapere inoltre che spesso la specifica più recente del costruttore, essendo in genere più severa, sostituisce anche quelle precedenti. Ma non è una regola universale.

Se vuoi saperne di più sulle principali specifiche previste dalle case automobilistiche ti consiglio di leggere questo interessante documento della Ginestroni.

Che differenza c’è tra olio sintetico e olio minerale?

Il mondo degli oli motore è diviso in due macro categorie: minerale e sintetico. Il primo rappresenta il lubrificante tradizionale, mentre il secondo ormai è sempre più diffuso. Ma che differenza c’è? Qual è il migliore?

confronto viscosità olio

Entrambi gli oli sono ottenuti partendo dalla lavorazione del greggio estratto.

La differenza sostanziale consiste nel fatto che l’olio sintetico è prodotto con processi di raffinazione più evoluti, in grado di conferirgli una maggiore purezza, le molecole sono tutte della stessa dimensione e prestazioni migliori rispetto a quello minerale. In buona sostanza un olio sintetico è decisamente migliore di un olio minerale ed è il motivo per cui è assolutamente raccomandato da tutti i produttori di automobili ed in particolar modo per motori più spinti e moderni.

Ti riporto di seguito tutti i vantaggi offerti da un olio sintetico rispetto ad un olio minerale:

  • maggiore pompabilità a freddo: l’olio sintetico arriva più velocemente in tutti i punti del motore, per cui riduce notevolmente l’attrito e l’usura tra le parti
  • alla temperatura di esercizio del motore risulta molto più stabile, garantendo costantemente un film d’olio tra le parti da lubrificare
  • maggior impiego alle basse e alle alte temperature
  • maggiore protezione dei componenti del motore
  • diminuzione dei consumi di carburante
  • aumento della durata dei componenti meccanici del motore
  • minor impatto ambientale a causa della diminuzione dei consumi
  • durata maggiore dell’olio

L’unico contro? Solo il prezzo! Un olio sintetico ovviamente costa di più di uno minerale.

Ricorda che un olio minerale ha una viscosità a freddo di 10W o 15W, mentre un olio sintentico di 0W. 5W e talvolta anche 10W.  Esiste infine una categoria intermedia definita semi-sintetica che include oli a base minerale ma fortemente additivati. Se vuoi approfondire l’argomento ti consiglio di leggere anche questo interessante articolo della Macon.

Come riconoscere l’olio contraffatto

Scegliere un olio con le migliori specifiche tecniche non è sufficiente. Il mercato dei ricambi infatti è da sempre invaso da oli contraffatti, ossia da prodotti aventi confezioni apparentemente originali ma contenenti olio di scarsa qualità che non ripettano marca e specifiche riportate nella confezione.

La Guardia di Finanza cerca costantemente di contrastare questo dilagante fenomeno, ma a mio avviso con scarsi risultati in quanto solo una piccola parte dei volumi di olio contraffatto viene sequestrata. La vendita online ha amplificato il fatturato dei ricambi contraffatti, tra cui anche gli oli.

Spesso è difficile, se non impossibile, riconoscere un olio contraffatto da uno originale persino per gli esperti del settore. Nonostante non sia assolutamente sufficiente, il prezzo potrebbe essere un elemento, pur se indicativo, per valutare se un olio è originale o contraffatto. L’olio contraffatto infatti, ha un prezzo decisamente più “allettante” rispetto al valore di listino dello stesso olio venduto dalle concessionarie.

olio castrol 5w30Per farti un esempio molto semplice possiamo prendere in esame uno tra gli olii più venduto e maggiormente contraffatto: il Castrol EDGE 5W30 con specifica VW. Puoi acquistare questo olio online per soli 7 euro al litro, mentre lo stesso olio in concessionaria VW è venduto per circa 25 euro al litro. Capisci bene che la differenza di prezzo è enorme e che oggettivamente 7 euro iva e COU incluso sono ingiustificatamente bassi se pensi che deve comprendere almeno il guadagno del venditore e del produttore, oltre che alle spese di trasporto.

Ovviamente nel caso in cui un olio contraffatto viene venduto ad un prezzo simile quello della casa, sarà impossibile rendersene conto. Ti consiglio di chiedere sempre una fattura e mai il semplice scontrino al tuo venditore. In fattura dovrà indicare per forza la descrizione dell’articolo,  qualora sia contraffatto, a seguito di un controllo da parte della guardia di finanza, non potrà dimostrarne la provenienza.

Un altro importante consiglio che posso darti è quello di stare molto attento alle confezioni: negli oli contraffatti, mancano totalmente alcuni piccoli dettagli. Tanto per darti una idea, riallacciandomi sempre all’esempio precedente del Castrol Edge, ho trovato questo simpatico video di pochi secondi che ti può aiutare a capire meglio cosa intendo.

Un ultimo ma prezioso consiglio che mi sento di darti per non cadere nella trappola dell’olio contraffatto è quello di rivolgerti sempre ad un venditore professionale e conosciuto piuttosto di uno occasionale e possibilmente ignoto. Puoi fidarti anche dei grossi ipermercati in quanto il loro prezzo competitivo è esclusivamente legato allo sconto applicato dal produttore dati gli importanti volumi di vendita a livello in nazionale, oppure anche online come ad esempio rivolgendoti ad Amazon (selezionando l’opzione prodotti “venduti e spediti da Amazon”).

Come scegliere il giusto l’olio motore per la tua auto

Dopo aver approfondito tutti gli aspetti principali relativi all’olio del motore, abbiamo senz’altro compreso che gli oli non sono affatto tutti uguali; anzi si differenziano per tantissime proprietà come la viscosità, le specifiche API, ACEA e del costruttore, sintetico piuttosto che minerale o semi-sintentico.

Ogni singolo motore funziona al meglio impiegando un olio ben preciso, o una cerchia molto ristretta di lubrificanti le cui specifiche sono in grado di soddisfare quanto previsto dalla casa automobilistica.

A questo punto la domanda che spesso mi pongono i miei clienti è: ma qual è l’olio giusto per la mia auto? Come si fa a scegliere un olio senza sbagliare?

La risposta più semplice ma non per questa la più sicura è quella di affidarsi nelle mani del ricambista oppure del meccanico. Se ti affidi a professionisti del settore seri e scrupolosi, senz’altro sapranno cosa fare, per cui non avrai nulla di cui preoccuparti.

Purtroppo devi sapere che non tutti i riparatori/venditori svolgono il loro lavoro con correttezza ed onestà, potresti trovare qualcuno che tenderà a venderti un olio “sbagliato” spacciandolo per corretto solo per una propria convenienza economica. Non sto entrando nel merito della marca o della qualità, ma del fatto che può accadere che ti venga dato un olio che non rispetti le specifiche minime previste, nonostante ci si senta dire il contrario.

A questo punto io ti consiglio sempre di ricorrere al libretto di uso e manutenzione della tua auto: nella pagina dedicata ai liquidi, troverai tutte le specifiche minime che l’olio motore deve avere e che devi assolutamente rispettare.

Ci tengo a precisare “minime” poiché se in commercio sono reperibili oli con specifiche migliorative, ossia più “severe” puoi ovviamente impiegarli anzi ti consiglio vivamente di farlo: magari spenderai qualche euro in più al litro, ma il tuo motore ti ringrazierà.

Ti ricordo quanto abbiamo visto quando abbiamo parlato delle specifiche:

  • Tra le specifiche SAE (es. 10W40, 5W30) scegli in base al clima delle zone che frequenti di solito e dove vivi e seleziona una delle specifiche SAE previste dalla tua casa automobilistica per il motore della tua auto
  • rispetta le specifiche ACEA consigliate, queste specifiche infatti si differenziano per tipologia di motore, quindi una specifica diversa da quella consigliata per la tua auto potrebbe crearle problemi
  • per la specifica API fai attenzione che la prima lettera corrispondente al carburante (S= benzina, C=gasolio) e poi scegli una seconda lettera almeno pari, o più avanti nell’alfabeto rispetto a quella indicata dal tuo libretto di manutenzione
  • se è prevista una specifica aggiuntiva della casa automobilistica, fai attenzione che l’olio che scegli la riporti espressamente sulla confezione e sia quindi compatibile con la tua auto.

Mi rendo conto che talvolta è noioso andare a cercare il libretto di manutenzione ed in molti casi non vengono più nemmeno stampati ma sono consultabili solo in formato digitale. A tal proposito ho ancora un ultimo importante consiglio da darti.

Su internet puoi consultare i cataloghi elettronici dei produttori di olio, inserendo i dati della tua auto (modello, cilindrata, carburante, etc.), troverai immediatamente l’olio compatibile con la tua auto. Molto semplice no?

A titolo di esempio di riporto il link al “trova olio” della Bardahl e della Castrol.

Qual è il miglior olio motore?

Stabilire quali siano gli oli motore migliori tra quelli in commercio è indubbiamente molto complesso.

Il mercato è letteralmente invaso da moltissime marche, ognuna delle quali propone una vasta gamma di oli motore che si differenziano per tanti fattori come la viscosità, specifiche ACEA, API, specifiche dei costruttori, basi, additivi, proprietà, composizione, intervalli di sostituzione, etc..

Per poter confrontare correttamente tra loro lubrificanti di marche diverse, dovremmo scegliere oli con caratteristiche simili ossia comparabili. Parlare in assoluto di marca migliore ha poco senso quando si raffrontano bottiglie di marche diverse ma contenenti oli differenti. Ma cerchiamo di fare un esempio molto semplice per fissare meglio questo importante concetto.

Asserire che un 5w30 Mobil ESP Formula con specifica Mercedes 229.51 sia migliore di un 5w40 Castrol con specifica Renault RN710 piuttosto di un 10w40 Bardahl BM7 non ha assolutamente senso perché si tratta di oli totalmente differenti destinati ad applicazioni, ossia motori, diversi e da impiegare per diverse temperature a caldo e a freddo.

Gli oli motore raccomandati dalle case automobilistiche

E’ doveroso fare una importante distinzione tra marca dell’olio di primo equipaggiamento e raccomandato dalla casa automobilistica. Per le leggi vigenti sul libero mercato, la casa non può imporre l’impiego di una marca di olio, ma definire tutte le specifiche minime dell’olio che devono essere assolutamente rispettate per non far decadere la garanzia su eventuali componenti danneggiati del motore. Sul libretto di uso e manutenzione, il costruttore, non potendo obbligare, si limita a raccomandare una ben precisa marca di olio da impiegare su ogni singolo motore/modello di auto.

Non abbiamo alcun elemento per asserire che l’olio che la casa raccomanda sia lo stesso di quello usato di primo equipaggiamento: nulla vieta infatti che la casa raccomandi un olio differente per semplici accordi commerciali. Per un periodo girava voce che il gruppo VW impiegasse Shell di primo impianto, ma consigliasse Castrol ad ogni tagliando; ovviamente non abbiamo modo di poterlo dimostrare.

A questo punto chiuderei l’articolo facendo una semplice osservazione: la marca di olio “raccomandata”, deve essere per definizione di qualità. Mi spiego meglio. Un olio di scarsa qualità finirebbe per creare importanti danni al motore e di conseguenza la casa dovrebbe sostenere ingenti costi per la sostituzione in garanzia dei componenti danneggiati. La mia esperienza da ricambista mi porta ad asserire che le marche di oli raccomandati sono, in linea di massima, tutte di alta qualità.

Basti pensare ad esempio al Castrol (consigliato dal gruppo Volkswagen e BMW), Selenia (consigliato dal gruppo FCA), Mobil (raccomandato da Mercedes), ELF (consigliato da Renault), Ford (raccomandato da Ford), Opel (consigliato da Opel), Total (scelto dal gruppo PSA), Bardahl (raccomandato da Honda).

Questo non vuol dire che non esista nulla di meglio del Castrol per un’auto del gruppo VW, piuttosto del Selenia su un’auto Fiat. Nulla vieta ad esempio di scegliere il Mobil al posto del Castrol e viceversa, a condizione che vengano rispettate tutte le specifiche minime previste dal costruttore.

L’olio scelto da Serial Parts: Bardahl

Se sei alla ricerca di un olio di altissima qualità per la tua auto, vorrei segnalarti l’olio Bardahl: si tratta di una nota azienda americana fondata nel lontano 1939 da Ole Bardahl. Durante la seconda guerra mondiale ha brevettato un olio, da subito messo sotto segreto miliare dal governo degli USA , per poi essere stato reso pubblico dopo la guerra.  Su questo brevetto si basano ancora oggi gli oli prodotti dalla Bardhal e gli conferiscono le ottime prestazioni che ho potuto più volte testare sulle mie auto e su quelle dei miei clienti.

Il brevetto riguardava l’aggiunta di additivi che rendono le molecole caricate elettricamente di modo da attaccarsi letteralmente al metallo, come fossero minuscole calamite, riducendo l’attrito tra le superfici metalliche e garantendo la giusta lubrificazione. Questa proprietà permetteva ai piloti di tentare un’atterraggio di emergenza, salvando la loro vita e il mezzo, qualora fosse stato colpito il serbatoio di olio in volo da una raffica di proiettili.  Senza olio infatti, il motore si sarebbe grippato ed il pilota avrebbe perso il controllo del velivolo.

Le tecnologie sviluppate ed adottate da Bardahl per migliorare le prestazioni dei suoi oli sono sostanzialmente due:

  • C60: è la sigla che indica la presenza di molecole di Fullerene: composte da 60 atomi disposti in una struttura tridimensionale simile ad un pallone. Le molecole di Fullerene si comportano come micro-cuscinetti a sfera, che interponendosi tra le superfici metalliche, creano uno strato di protezione anti-attrito che preserva il motore dall’usura e dalla corrosione, aumentandone la vita rispetto ad altri oli presenti in commercio.
  • Polarplus: è il brevetto che ha reso famosa la Bardahl di cui ti ho raccontato sopra. La carica elettrostatica che si crea sulle molecole di olio crea un film sottile sulle superfici metalliche e garantisce una lubrificazione omogenea.

Personalmente lo consiglio sempre ai miei clienti più attenti, quelli alla ricerca di prodotti di alta qualità per la loro auto e a distanza di anni mai nessuno è tornato a lamentarsi. Anzi mi ha dato delle grandi soddisfazioni. Il prezzo è in linea con quelli degli altri oli raccomandati dalle case automobilistiche.

Il mercato presenta altre valide alternative: oli come Mobil, Castrol, Selenia o Elf, sono tutti di alta qualità e per questo sono raccomandati dalle principali case automobilistiche europee. Anche loro offrono un catalogo oli quanto più variegato e con specifiche più o meno severe al fine di rispettare quanto previsto dal costruttore. Ma devi sempre ricordare prima di parlare di qualità, di rispettare le specifiche.

Tutti gli oli motore oggi in commercio della Bardhal sono sintetici (quindi con prestazioni superiori agli oli minerali).

Per scegliere un olio motore Bardhal procedi secondo questi tre semplici passi:

  1. Trova l’olio adatto alla tua auto consultando il catalogo online Bardahl. Oltre al modello dovrai conoscere le caratteristiche del motore, che ti ricordo troverai sul tuo libretto di circolazione ai punti che iniziano con la lettera “P”.
    trovaolio bardahl
  2. Identifica il prodotto commerciale consigliatato da Bardhal per la tua auto. Continua a leggere, troverai i link per acquistarlo direttamente da Amazon.
  3. Scegli la corretta viscosità adatta alle condizioni climatiche della tua zona tra quelle indicate sul libretto di uso e manutenzione.

Per il passo n°2 ti indico brevemente le linee di prodotto della Bardhal disponibili sul mercato, in modo che tu possa scegliere quella più adatta alla tua auto. Sotto a ciascun prodotto troverai i link per acquistarlo su Amazon

  • XTR 39.67 Racing C60: è un olio motore con prestazioni (e prezzi) superiori alla media, per applicazioni che spingono l’auto al limite, come per esempio le auto usate nelle competizioni sportive, anche se nulla vieta di essere anche utilizzato dalle auto comuni.
  • Technos C60: è un olio sviluppato per i motori delle auto più moderne, progettato per rispettare standard di qualità e risparmio di carburante previsto dalle più recenti specifiche API e ACEA. E’ quello più richiesto perché soddisfa le specifiche richieste dalla maggior parte del parco circolante moderno.
  • XTC C60: è un olio a bassa viscosità, adatto quindi in condizioni di clima invernale estremamente freddo. Non va bene per le moderne auto diesel equipaggiate con dispositivi antinquinamento DPF o FAP.
  • XTA Polarplus: è un olio per motori a benzina, aspirati o sovralimentati e per motori diesel e turbodiesel ad iniezione diretta. Non è adatto per le moderne auto diesel equipaggiate con dispositivi antinquinamento DPF o FAP.


Conclusioni

In questo lungo articolo abbiamo visto insieme a cosa serve l’olio motore della tua auto.

Abbiamo analizzato le specifiche SAE, API, ACEA e fatto un cenno alle specifiche proposte dai costruttori di auto, in modo che da oggi in avanti tu possa guardare e capire con un colpo d’occhio le informazioni che trovi sulle confezioni di olio motore. Abbiamo visto in cosa differiscono l’olio minerale e l’olio sintetico e quale è migliore tra i due e perché.

Alla fine dell’articolo, come in tutti gli articoli di Serial Parts, ci siamo concentrati sui consigli. Ti ho indicato quali sono le migliori marche (quelle scelte dalle case automobilistiche) e poi abbiamo parlato dell’olio motore che consiglio ai miei clienti.

In conclusione posso solo raccomandarti di impiegare sempre un olio con specifiche API in linea, se non migliori, con quanto espressamente riportato sul libretto di uso e manutenzione della tua auto. Rispetta sempre la specifica ACEA per il tuo modello di auto. Troverai le viscosità tra cui scegliere riportate sul libretto di manutenzione e la sceglierai in base al clima.

In merito alla marca, puoi limitarti ad acquistare quella raccomandata dal costruttore per evitare di sbagliare, oppure scegliere tra le altre marche raccomandate anche da altri costruttori per i loro rispettivi modelli, a condizione di rispettare sempre e comunque le specifiche minime.

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