Quanto costa la manutenzione di un’auto diesel?

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Per aiutarti a scegliere la tua prossima auto, oggi ti parlo dei costi di manutenzione per un auto diesel, che le auto a benzina non devono sostenere.

Ho deciso di approfondire questo argomento per aiutarti a comprendere la reale differenza in termini di costi tra un auto diesel e una benzina. La manutenzione è un aspetto tanto rilevante per le tue tasche, ma sempre trascurato quando si sceglie una nuova auto.

Perciò lasciamo perdere i soliti e banali confronti sul prezzo del carburante o sulla presunta indistruttibilità dei motori diesel e concentriamoci su quello che succede dopo i primi anni di vita: i componenti iniziano a rompersi e i costi per la manutenzione lievitano.

Ho già affrontato il discorso dei costi dei sistemi antinquinamento (vai all’articolo) e spiegato come mai il diesel è passato da un’ottima scelta alla peggiore (vai all’articolo).

Oggi ci focalizzeremo sui componenti soggetti a guasti, presenti solo nelle auto diesel e assenti da quelle a benzina.

Nel primo semestre 2017, dopo tanti anni di supremazia del diesel, le immatricolazioni di auto a benzina in Europa sono tornate in testa.

Immatricolazioni auto diesel e benzina

Le due motorizzazioni sono state costantemente sviluppate e ottimizzate dalle case automobilistiche per:

  • migliorarne le prestazioni
  • rispettare i limiti di emissioni

Non è un segreto per nessuno che i maggiori problemi su entrambi i fronti (prestazioni ed emissioni) li ha sempre avuti il diesel rispetto al benzina.

Le prestazioni del motore diesel sono migliorate tantissimo intorno la fine degli anni 90 solo grazie alla grande invenzione del common rail per opera degli ingegneri di Fiat e di Opel. Da quel periodo inizia la grande diffusione sul mercato automobilistico dei motori diesel e fino raggiungere la supremazia nelle immatricolazioni che oggi ha nuovamente perso.

Il miglioramento delle prestazioni dei motori diesel ha avuto un grosso prezzo, ed oggi, a circa vent’anni di distanza ne stiamo assumendo la piena consapevolezza.

Per equiparare le prestazioni del motore a benzina, infatti, il motore diesel necessita di un certo numero di componenti aggiuntivi, alcuni molto costosi e che richiedono manodopera specializzata per la manutenzione e sostituzione.

Vediamoli uno per uno, cercando di capire come mai la manutenzione delle auto diesel è molto più costosa di quelle a benzina:

Turbo-compressore

Il turbo-compressore, chiamato comunemente turbina, è un organo meccanico costituito da un compressore e una turbina collegati tra loro mediante un albero. Lo scopo del turbo-compressore è quello di sovralimentare il motore, ossia aumentarne la potenza.

Il turbo-compressore è stato introdotto nei motori diesel consentirgli di erogare, a parità di cilindrata, la stessa potenza erogata da un motore a benzina, consentendo perciò un’adeguata ripresa e il raggiungimento di alte velocità. La quasi totalità dei propulsori diesel, compresi anche quelli di piccolissima cilindrata, ne è equipaggiato, mentre sulle auto a benzina viene usato solo per auto con prestazioni molto sportive.

Il principio di funzionamento del turbo-compressore è molto semplice: i gas di scarico in uscita dal motore attraversano la girante della turbina facendola girare ad un alto numero di giri per poi essere espulsi in atmosfera. Alla girante della turbina è collegata mediante un albero meccanico con la girante del compressore.

Il compressore riceve aria fresca dall’esterno, la comprime e la mandarla in camera di combustione attraverso le valvole di aspirazione. Il collegamento con la turbina, consente al compressore di inviare più aria nella camera di combustione, aumentando le prestazioni del motore.

Per quanto questo sistema possa sembrare semplice, la sua progettazione e realizzazione è molto complessa e costosa. Ma non solo.

Il turbo-compressore, anche se di alta qualità, non è eterno e pertanto dovrà, a fine vita utile, essere sostituito. In genere l’usura porta l’olio impiegato per la lubrificazione dell’albero del turbo-compressore a trafilare, bruciando ed emettendo quella caratteristica colorazione bianca tendente al celeste molto chiaro.

Il mercato oggi offre diverse alternative all’acquisto del turbo-compressore nuovo. Puoi acquistarlo:

  • rigenerato
  • usato
  • sostituire solo il core-assy (parte centrale priva delle due chiocciole)

Ma in tutti i casi il costo del ricambio e della manodopera rimangono comunque alti. Naturalmente i prezzi variano da modello a modello, ma per darti un’idea del prezzo, considera che un turbo-compressore rigenerato può costare attorno ai 500 €.

Purtroppo il turbo-compressore non è l’unico componente presente solo nelle auto diesel. Vediamo gli altri.

Intercooler e manicotti

Il turbo-compressore oltre a comprimere l’aria fresca in ingresso al motore, la riscalda (per effetto della compressione), rendendola meno densa. Per aumentare la potenza dei motori bisogna impiegare aria quanto più densa possibile e per questo motivo si ricorre all’intercooler.

L’intercooler non è altro che un radiatore aria-aria, che ha lo scopo di trasferire il calore da un flusso d’aria ad un altro.

Il primo flusso d’aria, che lo attraversa dall’interno, è l’aria compressa dal turbo-compressore diretta al motore.

Il secondo flusso d’aria, che lo attraversa esternamente, è l’aria esterna che lo lambisce durante la marcia dell’auto.

Lo so, sembra complicato. Per aiutarti a “visualizzarlo” ti ho aggiunto un video in cui è ben spiegato come funziona l’intercooler.

Naturalmente ci sono altri sistemi per il raffreddamento dell’aria, ad esempio, la Volkswagen propone su Golf 1.6 TDI e 2.0 TDI un intercooler aria-acqua in cui l’aria del compressore viene raffreddata con un circuito contenente acqua messa in circolo da un pompa elettrica dedicata.

Per quanto possa sembrare indistruttibile, l’intercooler è un altro ricambio impiegato sulla quasi totalità dei motori diesel su cui è già presente il turbo-compressore, ed è soggetto a guasti.

Il costo dell’intercooler, può variare da 100 € a 500 € a seconda del modello, oltre le spese di  manodopera, anche se si tratta di un intervento semplice.

Ma non è tutto. Un altro problema dell’intercooler sono i trafilamenti di olio dovuti all’usura della turbina, che porta l’olio ad accumularsi all’interno dell’intercooler abbattendone l’efficienza. Se ti capita, dovrai recarti in officina, far smontare l’intercooler e procedere con lavaggi chimici ad alta pressione sostenendo i relativi costi.

L’intercooler è collegato al resto del motore grazie a due manicotti in gomma (chiamati di solito tubi intecooler) collegati mediante fascette metalliche, i quali a causa degli sbalzi termici, degli stress meccanici, l’olio che trafila dalla turbina e dell’età della gomma, si crepano facendo perdere completamente potenza al motore diesel.

I manicotti dell’intercooler in genere sono di monopolio delle case automobilistiche e hanno costi che si aggirano intorno le € 100 – €150.

Alcuni produttori aftermarket come Akron Malò e STC/Metal Caucho e distributori come Mira stanno iniziando a proporre manicotti con prezzi competitivi.

Abbiamo già trattato su Serial Parts il caso della rottura del manicotto intercooler della Fiat Croma 1.9 JTD 150 cv, in questo articolo indichiamo la soluzione più efficace per la sua sostituzione.

Debimetro

Il debimetro (noto anche come flussometro o misuratore di massa d’aria) è un dispositivo elettrico impiegato per misurare la portata di aria fresca in ingresso al motore. Si tratta di un dato molto importante e delicato perché in base a questo valore la centralina calcola la quantità di gasolio da iniettare in camera.

Oggi sono poche le auto benzina equipaggiate con un debimetro, mentre è presente su tutte le auto diesel, ed è fondamentale per consentirne il regolare funzionamento.

In origine il debimetro era meccanico, mentre oggi, sulle nuove auto, è elettrico e può essere a filo caldo o a film caldo.

Il debimetro è costituito da una resistenza elettrica immersa in un condotto in plastica di forma circolare (solo su alcuni motori BMW ovale) collegato ad un circuito. Ma come funziona?

Maggiore è l’aria che attraversa il debimetro e maggiore sarà la quantità di calore asportato alla resistenza. A causa di questa variazione di temperatura, cambierà la resistenza e di conseguenza la caduta di tensione ai suoi capi.

La centralina è in grado di calcolare la quantità di aria in ingresso al motore in base al valore della tensione ai capi della resistenza.

Il debimetro è soggetto a sporcamento a causa del passaggio dell’aria, pertanto prima o poi dovrai fare i conti con questo componente. Puoi provare a ripulirlo con prodotti appositi, ma di certo non si tratta di una soluzione definitiva.

Per quanto possa sembrare un componente davvero elementare, il suo costo è molto alto (tra le 80 € e le 250 €) e i produttori di qualità sono soltanto tre: Bosch, VDO Siemens ed Hella.

L’idea di acquistarlo usato è assolutamente da scartare essendo soggetto a usura; quelli rigenerati non hanno la stessa qualità di quelli di primo equipaggiamento.

I costo della manodopera è bassissimo e l’intervento banale, motivo per cui ti consiglio tranquillamente il fai da te: non dovrai far altro che svitare due fascette metalliche con un giravite.

Scambiatore di calore acqua-olio lubrificante

I motori diesel, anche di piccola cilindrata come il 1.3 Mjet, il 1.4 HDI, il 1.5 DCI etc., sono dotati di uno scambiatore di calore. Si tratta di un radiatore olio-acqua impiegato per abbassare l’alta temperatura raggiunta dall’olio di lubrificazione del motore.

Al contrario di tutti gli altri tipi di scambiatori presenti su un’auto, il radiatore dell’olio è a piastre. All’interno di queste piastre scorrono lungo due percorsi paralleli l’olio lubrificante e l’acqua di raffreddamento.

Lo scambiatore di calore è realizzato interamente in alluminio e purtroppo è soggetto a guasti e pertanto dovrà essere sostituito. Più precisamente il metallo delle piastre si corrode e l’olio si mischia al liquido di raffreddamento. L’impiego di normale acqua da rubinetto in luogo del liquido di raffreddamento ne accelera il processo.

Quando installi un nuovo scambiatore dovrai assolutamente cambiare anche le guarnizioni di tenuta per evitare perdite (spesso non incluse nella confezione), l’olio insieme al filtro ed il liquido di raffreddamento previo opportuno lavaggio del circuito.

Il costo dello scambiatore può variare a seconda della marca e dell’applicazione tra 100 € e 300 €, oltre al costo della manodopera, che in questo caso sarà da tenere in considerazione. Sono tanti ormai i produttori di scambiatori di calore presenti nel mercato, ma solo in pochi forniscono un ricambio di alta qualità che non si corroda in poco tempo tra cui Nissens, Denso, Hella, Behr.

Ho provato altre marche, ma ti assicuro che il prezzo allettante è giustificato da una scarsa durata (soprattutto sui motori Opel).

Come se ciò non bastasse, l’olio previsto dalle case automobilistiche per i motori diesel ha specifiche tecniche e costi molto più alti rispetto a quelli benzina, arrivando fino a 20-25 €/litro.

Puleggia smorzatrice albero motore

Abbiamo già trattato in un precedente articolo la puleggia smorzatrice dell’albero motore, e scritto degli articoli specifici sulle pulegge dei motori Fiat 1.9 JTD e BMW 2.0D.

La puleggia dell’albero motore (nota anche come puleggia smorzatrice o puleggia con massa sismica) trasmette la rotazione dell’albero motore a tutti gli organi ausiliari dell’auto:

  • pompa servosterzo idroguida
  • alternatore
  • compressore del clima

ai quali è collegata mediante una o più cinghie.

puleggia albero motore

La puleggia dell’albero motore in passato era realizzata interamente in metallo e non era soggetta a usura, guasti o danneggiamenti. L’aumento di potenza nei motori diesel negli ultimi dieci anni ha portato le case automobilistiche ad adottare nuove soluzioni tra cui lo studio di una nuova puleggia che sia in grado di smorzare i picchi di coppia e le eccessive vibrazioni generate dai prestazionali motori moderni.

I motori benzina continuano ad impiegare una puleggia in metallo e pertanto indistruttibile, mentre quasi tutti i diesel, anche di piccola cilindrata una puleggia smorzatrice, ossia costituita da uno strato in gomma tra il mozzo centrale e la corona esterna.

Gli stress meccanici, gli sbalzi termici e l’invecchiamento della parte in gomma rende la puleggia inutilizzabile e pertanto sarai costretto a sostituirla. Il suo costo oscilla tra 60 € e 300 € a seconda della marca e dell’applicazione. E’ preferibile sostituire insieme alla puleggia anche le cinghie  dei servizi il cui costo si aggira intorno 20-30 €.

Per quanto possa sembrarti un intervento semplice, non puoi effettuarlo con il fai da te. Sarai costretto a recarti in officina spendendo circa 50-100 € per la manodopera.

Puleggia a ruota libera dell’alternatore

Su Serial Parts abbiamo già trattato in un precedente articolo la puleggia a ruota libera dell’alternatore.

L’alternatore è un componente elettrico impiegato per convertire l’energia meccanica in energia elettrica al fine di ricaricare la batteria dell’auto e alimentare tutte le utenze.

L’alternatore è costituito da un albero alla cui estremità è montata una puleggia in metallo che si collega all’albero motore mediante una cinghia.

Ci sono due tipi di pulegge dell’alternatore:

  • fissa
  • a ruota libera o frizionata

La puleggia alternatore fissa era molto usata in passato per i motori sia diesel che benzina, ed è costituita da un unico blocco metallico che aveva il compito di trasmettere la rotazione dal motore all’alternatore. Oggi si usa prevalentemente nei motori benzina.

Nel tempo, con motori diesel sempre più potenti ed alternatori sempre più grandi, sono iniziati a sorgere problemi.

Nelle fasi di accelerazione e decelerazione, il motore attraverso la cinghia costringeva l’alternatore a rallentare o accelerare. La rotazione dell’alternatore in queste fasi non poteva essere allineata con la rotazione del motore, e questo provocava vibrazioni che si trasmettevano a tutti gli altri organi collegati mediante la cinghia servizi al motore e all’alternatore.

Il problema è stato risolto con l’introduzione sul mercato della puleggia alternatore a ruota libera o frizionata (OAP), a differenza della puleggia fissa, ha al suo interno una “frizione” che scollega la superficie esterna sulla quale scorre la cinghia dall’alternatore, perciò la puleggia a ruota libera può continuare a ruotare per inerzia anche quando il motore rallenta o si ferma.

La puleggia a ruota libera è stata progettata esclusivamente per risolvere i problemi dei motori diesel. Purtroppo la frizione presente al suo interno può danneggiarsi grippandosi o diventando “folle” e compromettendo tutti gli altri organi a cui è collegata come cinghia, puleggia dell’albero motore, pulegge, e galoppini e tendicinghia.

Una puleggia a ruota libera di qualità può costare 50-100 €, a cui si deve aggiungere il costo della manodopera, altri 100-150 €. E’ raccomandabile sostituire anche la cinghia il cui costo è circa 20-30 €.

Volano a doppia massa DMF

Il volano è un componente meccanico da sempre presente nei motori a combustione interna, sia benzina che diesel. Esso nasce dalla necessità di regolarizzare la velocità dell’albero nei motori 4 tempi.

Durante la fase di espansione del motore, l’albero motore accelera e in quelle di aspirazione, compressione e scarico decelera. Se non ci fosse il volano il motore risulterebbe instabile, producendo vibrazioni e rumorosità.

Il volano è un disco pieno di acciaio progettato per avere una certa inerzia che consente di stabilizzare la rotazione dell’albero motore.

L’evoluzione dei motori diesel, col conseguente aumento di potenza, ha da subito mostrato i limiti di questo componente.

Tutte le vibrazioni che nascono all’interno del motore si propagano lungo la trasmissione fino ad arrivare alle ruote, compromettendo l’affidabilità dei componenti e creando problemi di risonanza.

Per risolvere questo problema nei motori diesel, la Luk, facente parte del gruppo tedesco Schaeffler, ha progettato e realizzato un volano smorzante, in genere definito a doppia massa. Rispetto alla versione tradizionale tutt’ora impiegata nelle auto benzina, il volano a doppia massa presenta al suo interno delle molle torsionali che disaccoppiano due piatti distinti: uno collegato all’albero motore e l’altro collegato mediante la frizione al resto della trasmissione.

Il volano a doppia massa risulta molto efficace ma al tempo stesso delicato e costoso. Col passare dei chilometri, le molle al suo interno manifestano segni di cedimento e pertanto sarai costretto a recarti in officina per la sostituzione. I volani hanno prezzi molto alti che oscillano tra 250 € e 800 € a seconda della marca e dell’applicazione. E’ buona norma sostituire anche il kit frizione insieme al volano il cui costo può variare tra 100 € e 400 €.  La manodopera si aggira mediamente intorno tra 100 € e 250 €.

Nei motori benzina si continuano ad impiegare volani classici assolutamente indistruttibili essendo un pezzo unico di acciaio.

Iniettori e pompa diesel ad alta pressione

Chiudiamo questo articolo con il pezzo forte della lista, indubbiamente il più discusso, problematico e costoso per le auto diesel ossia il sistema di iniezione.

I common rail ha permesso alle auto diesel di equiparare quelle a benzina ma a che prezzo?

Gli iniettori sono molto più complessi, il loro funzionamento è dovuto ad una pompa del gasolio ad alta pressione. Per via della presenza di sabbia e di acqua contenuta nel gasolio, unitamente allo smeriglio fisiologico che si viene a creare all’interno della pompa, questi componenti giungono a rottura e pertanto devono essere sostituiti/riparati.

common rail

Per allungarne la vita il mercato offre una vasta scelta di additivi i quali purtroppo non sempre mantengono le promesse sperate.

Ho chiesto ai miei clienti se hanno risolto il problema, e soltanto coloro i quali hanno scelto i prodotti Bardahl erano soddisfatti. Tutti gli altri, optando per additivi più economici, di fatto non hanno risolto nulla.

Se decidi di acquistare un’auto diesel prima o poi dovrai fare i conti con la sostituzione/revisione di iniettori e pompa ad alta pressione.

Il mondo della riparazione oggi ti permette di revisionare questi componenti risparmiando moltissimo rispetto all’acquisto del nuovo. Ma i costi sono comunque molto alti: per revisionare un iniettore dovrai sborsare 150-250 €, mentre per la pompa 300-600€ a cui dovrai sommare anche la manodopera per lo smontaggio.

Conclusione

In questo articolo abbiamo analizzato i principali componenti dei motori diesel, che negli anni sono stati aggiunti e migliorati per rendere le prestazioni comparabili con quelle delle auto a benzina.

Purtroppo però, i costi e le complessità  introdotte iniziano a farsi notare con il passare degli anni, quando la manutenzione inizia ad incidere sui costi di gestione dell’auto.

Se hai in programma di acquistare una nuova auto e di tenerla per 5-6 anni, non puoi trascurare i costi di manutenzione dell’auto diesel nella scelta.

Spero di esserti stato utile e di averti chiarito le idee. Se l’articolo ti è piaciuto, ti chiedo di condividerlo con i tuoi contatti nel tuo social network preferito, utilizzando i pulsanti qui sotto.

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